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Nonna Roma

SELAM PALACE: 50 GIORNI DALLO SGOMBERO E NESSUNA SOLUZIONE

Sono passati 50 giorni dallo sgombero dei sotterranei del Selam Palace, ma ancora non è stata proposta alcuna soluzione.

La Questura, il 1 aprile, ha predisposto lo sgombero all’alba, senza alcun preavviso, poiché i sotterranei dove avevano trovato rifugio circa 70 persone vertevano in condizioni invivibili. Una mossa in parte necessaria per salvaguardare la dignità umana di chi ci viveva, ma che ha tolto improvvisamente quell’unico tetto sopra la testa a tanta gente a cui non è stata proposta alcuna alternativa diversa dalla strada. Dopo un rimbalzo di responsabilità tra le autorità preposte, infatti, non c’è stata alcuna presa in carico della situazione. Come si poteva immaginare, non avendo interpellato la Sala operativa sociale in merito, lo sgombero ha causato una gravissima emergenza sociale: non sono stati improntati interventi per proporre alcun tipo di alloggio alle 70 persone presenti, né è stato tenuto conto delle diverse vulnerabilità delle persone sgomberate, tra cui diversi anziani e soggetti fragili. Anche dopo aver interpellato la SOS, la risposta è stata sempre la stessa: “Nei circuiti cittadini non c’è posto”.
A seguito di un presidio al Dipartimento delle politiche sociali, lo stesso ha poi deciso di incontrare una delegazione rappresentante Nonna Roma e il Selam Palace. Dopo lunghe trattative, c’è stata la promessa di collaborare per tentare di trovare una soluzione immediata per le persone coinvolte. Ma purtroppo sì è trattato solo di un mero palliativo, perché dal 12 aprile il Dipartimento delle politiche sociali non ha più risposto alle nostre sollecitazioni.
Dopo che è stato murato l’accesso ai sotterranei del Selam Palace, il lavoro delle autorità sembra essere terminato, tuttavia, 70 persone vivono per strada e cercano di arrangiarsi.
Noi, assieme a Pensare Migrante, cerchiamo di supportarli raccogliendo informazioni per proporre loro soluzioni mirate. Ma le autorità dove sono?
Esigiamo non solo risposte, ma fatti concreti e subito! E lo facciamo soprattutto alla luce di un ulteriore recente sgombero, avvenuto con le stesse modalità, in un palazzo occupato a Torcervara, dove vivevano circa 100 persone. Anche qui in Via Costi, difatti, la Questura ha effettuato uno sgombero senza purtroppo coordinarsi preventivamente con le altre Istituzioni al fine di capire come migliorare in maniera dignitosa le condizioni di queste persone. In questo caso la SOS si è palesata solo dopo le nostre insistenze e delle altre associazioni presenti durante lo sgombero.

Continuiamo a dare voce a questi uomini e donne, ma il silenzio del Dipartimento è diventato assordante.

Chiediamo risposte e fatti: la strada non può rappresentare l’unica opzione.

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Fiona Anderwood