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Nonna Roma

Tor Bella Monaca: associazioni in prima linea per l’inclusione sociale

Roma, Tor Bella Monaca: Associazioni in prima linea per chiedere un tavolo di confronto sull’inclusione sociale dopo la chiusura della “grotta del buco” a Tor Bella Monaca

Nella giornata del 5 Dicembre, il Comune di Roma ha proceduto a chiudere la cosiddetta grotta del buco, luogo utilizzato per il consumo di eroina e crack. Come realtà sociali, ci siamo interrogati sugli obiettivi di questa azione e sulle sue conseguenze.

Non dubitiamo dell’intento positivo che ha mosso il Comune nel compiere questo gesto: ripristino della legalità e recupero di un luogo abbandonato e degradato. Seppure la cura dei luoghi e del territorio sia importante, come associazioni che vivono il quartiere, ci preoccupiamo innanzitutto degli aspetti sociali e umani che ruotano attorno a quel luogo, e dunque ad un tema estremamente rilevante per il quartiere: il traffico di stupefacenti che genera profitti enormi nelle mani dei clan che lo controllano e produce vittime tra chi consuma, ma è anche la negazione del futuro al quartiere e ai suoi giovani. Un quartiere dove spesso non sono garantiti i diritti più elementari: dal diritto alla casa, al reddito, all’istruzione, e dove proprio per questo il mercato delle droghe assume una centralità spaventosa.
Riteniamo infatti che per combattere e risolvere un problema così radicato sia necessario adottare soluzioni che guardano al quartiere nella sua complessità. È quindi fondamentale riflettere su quali saranno le conseguenze di tale chiusura, tanto per le persone che vivono il quartiere, quanto per coloro che consumano stupefacenti.
Chiudendo un luogo identificato e facilmente monitorabile dalle realtà che si occupano della riduzione del rischio, l’intero quartiere corre il rischio di vedere aumentare il consumo di stupefacenti nei comparti. Tale situazione è già esistente, con i sotterranei delle torri usati come luoghi di spaccio e di consumo. Se queste pratiche gravano comunque già sulle vite quotidiane delle donne e degli uomini di Tor Bella Monaca, da domani rischiano ancora di più di diventare parte integrante dello scenario di ogni giorno anche per i più piccoli.

La scelta messa in atto dal Comune non prende neanche in considerazione la figura di chi fa uso di sostanze. Con un consumo di stupefacenti che non si è arrestato neanche con il lockdown, non è certo la chiusura di un luogo a poter impedire che Tor Bella Monaca sia luogo di spaccio e di consumo. Piuttosto, riteniamo necessario un cambio di passo nella strategia della riduzione del danno, riconoscendo anche in chi fa uso di stupefacenti la dignità di persona, un soggetto titolare di diritti e quindi con la possibilità di accesso a servizi di recupero e integrazione.
In ciò non si potrà non fare riferimento all’impegno pluriennale di Villa Maraini, un soggetto riconosciuto nel territorio e che da anni salvaguarda la salute delle persone interessate, spesso salvando loro la vita.
Infine, in un quartiere in cui luoghi aperti al pubblico risultano inaccessibili perché occupati da chi si occupa del traffico di stupefacenti, non condividiamo la chiusura con mattoni di un manufatto archeologico che negli anni non è stato mai né esplorato né valorizzato.
Un’azione simile, se non inserita in un percorso più ampio, rischia di rimanere fine a sé stessa. Per tali motivi, le realtà firmatarie chiedono l’apertura di un Tavolo Permanente per l’inclusione sociale tale da accogliere tutti i livelli di governo coinvolti insieme a servizi e gruppi del territorio e alle persone che da anni provano a colmare quel vuoto enorme lasciato dalle istituzioni.
Un dialogo che riteniamo necessario per approdare a scelte e, ancor più a progetti, che costruiscano soluzioni riguardanti il quartiere, a politiche sociali mirate alla prevenzione del disagio, garantite da interventi continuativi e via via ponderate ed adottate anche con i cittadini e le cittadine del territorio.

Firmatari

  • TorPiùBella
  • Libera Roma
  • Associazione Eutopia
  • Bella Vera
  • Spi Cgil VI Municipio
  • Cubo Libro
  • LAPE – Laboratorio di Pratiche Etnografiche
  • Booklet LeTorri
  • Polo ex Fienile
  • Prof. Pietro Vereni delegato del Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata presso il PEF – Polo Ex Fienile
  • Fabio Moscatelli, fotografo di Tor Bella Monaca e autore del progetto fotografico “Qui Vive Jeeg”
  • Associazione 21 luglio
  • Nonna Roma

[Dalla pagina Facebook di Libera Roma]

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